Concerto per l’Abruzzo @ Mandela Forum | 20apr2009

Pubblicato martedì, 21 aprile 2009

 Che meravigliosa dimostrazione d’amore quella di Zubin Mehta ieri sera al Mandela Forum di Firenze. Un concerto allestito in pochi giorni, per tamponare col più solido muro che l’uomo abbia mai eretto – quello del suono – i fiumi di disperazione che dall’Abruzzo straripano nel resto di un Paese più e meno sinceramente addolorato. Un gesto, quello del Maestro e di tutto il Maggio Musicale Fiorentino, che porta con sé la doppia bellezza della musica e della solidarietà: 3500 spettatori, infatti, hanno potuto godere tutta la maestosità della Sinfonia n. 2 di Mahler che, grazie a uno sforzo collettivo di tutta la città, è stata riproposta per raccogliere fondi da devolvere alla ricostruzione del dopo-terremoto.

Gli applausi della folla in piedi non erano solo per la “Resurrezione” di Mahler, non solo per i magnifici musicisti, non solo per Akiko Nakajima e Marjana Lipovsek (le soliste), non solo per l’imponente coro, ma anche e soprattutto per la statura artistica e morale di Zubin Mehta, che nonostante i tagli drammatici al programma del Maggio di quest’anno, ha dimostrato ancora una volta il più grande e sincero amore per una città e per un Paese che stentano a dimostrargliene altrettanto.

Sarei un bugiardo se provassi a ostentare anche il minimo orgoglio per aver devoluto 10 euro all’Abruzzo. Io non ho devoluto proprio niente: ho pagato 10 miseri euro per ricevere in cambio la magia di una grande esecuzione, che è passata a dispetto dei cigolii dei seggiolini e dell’acustica infame del Palazzetto dello Sport. Tutto il merito va a Mehta e ai suoi 200 collaboratori: sono loro che hanno tolto tempo prezioso alle prove del Crepuscolo degli Dei di Wagner per mettere la propria arte a disposizione di chi soffre e, purtroppo, soffrirà nei prossimi anni. Senza casa, senza musica. Che per quanto mi riguarda sono la stessa cosa. Sono felice che quei 10 euro, 32mila in tutto, risponderanno all’appello di Giorgio Battistelli, presidente della Società Aquilana dei Concerti, affinché si faccia qualcosa per riportare la musica all’Aquila il prima possibile. Quei soldi serviranno a costruire un palatenda per ospitare concerti e a comprare strumenti musicali per i tanti musicisti che ne avranno bisogno.

Non mi sento orgoglioso, ma sereno, per aver potuto dare un piccolo contributo per QUESTA causa specifica. So bene che urge ridare agli abruzzesi le case, prima che la musica. Ma ho molte più difficoltà a mandare un sms o a fare un versamento alla Protezione Civile. Perché credo in una solidarietà di Stato, e non nell’episodica provvidenza sociale dopo le catastrofi. Perché vorrei far parte di uno stato che con le mie tasse ci paga la ricostruzione dell’Abruzzo anziché i progetti di un merdoso ponte sullo stretto di Messina.

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