Franco Baggiani Trio | live @ Tenuta San Vito, 18gen2008
Pubblicato lunedì, 21 gennaio 2008
Venerdì 18 gennaio la Tenuta San Vito in Fior di Selva sulle colline di Malmantile ha riaperto i battenti per il 2008 con una cena accompagnata da un trio d’eccezione: Franco Baggiani alla tromba, Piero Spitilli al contrabbasso e Giordano Geroni al pianoforte. È stata una serata dall’atmosfera calda e vibrante, di alta qualità ma lontana da fastidiosi formalismi.
I 70 posti circa di cui dispone la sala del ristorante erano tutti occupati da ospiti di varia età e provenienza, attratti vuoi dalla cucina genuina vuoi dal richiamo del jazz, entrambi ottimi e abbondanti. Gli ospiti hanno cominciato ad arrivare alla spicciolata fin dalle 20.30 e, nell’attesa che giungessero gli altri, hanno potuto gustare un aperitivo sulle note intonate dal trio: un repertorio di classici del jazz di ogni tempo (da Lester Bowie a Herbie Hancock) intessuto da Ceroni e Spitilli, su cui la tromba di Baggiani viaggia a ruota libera tra fraseggi e assolo.
Si instaura subito un clima rilassato, e nessuno sembra badare al tempo che passa: alle 21.10 arrivano finalmente gli ultimi attesi e si dà il via alla cena. Baggiani e i suoi fanno un ultimo pezzo e si prendono una pausa. La scaletta della serata è infatti tutta da scrivere, e la band fa su e giù dal palco a seconda dell’ispirazione: dopo antipasti e primi i commensali hanno placato la fame e saziato il gusto, e i tre tornano per un’altra manciata di pezzi. Portano via anche i piatti svuotati del sublime filetto al pepe verde e lì Baggiani e i suoi mettono a segno la parte di concerto più corposa e anche più tesa: grappe e vin santo infiammano gli animi dei musicisti e degli ospiti, che fanno rumore, ma hanno un orecchio sempre teso alla musica e accompagnano con lunghi applausi la chiusura di ogni brano.
Il tempo sembra volare a ritmi sincopati e la mezzanotte passa senza che nessuno se ne accorga. Gli ospiti cominciano ad andar via e si abbassa il volume del brusio, per la gioia dei più appassionati che possono così godersi l’estro di un trombettista che dice la sua a livello internazionale da tanti anni. L’atmosfera è ormai più vicina a quella di un bar di New Orleans che a quella di un agriturismo toscano – ed è questa la forza della Tenuta San Vito: essere uno spazio versatile mantenendo sempre la propria identità – e mai come in quest’ultima mezz’ora pesa ai presenti il divieto di fumo in sala. Si battono i piedi dentro e si continuano a battere fuori per il freddo, verso le macchine che riportano tutti in città con la sensazione di essere stati lontani mille chilometri. Anzi, mille miglia…
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