Fuoriluogo: WChairs
Pubblicato lunedì, 25 gennaio 2010
dal 4 al 14 febbraio 2010 – Galleria dei Medici (Palazzo Medici Riccardi), via Cavour 5, Firenze
“Fuoriluogo”, giunto con Wchairs alla sua terza edizione, nasce dalla constatazione che il lavoro quotidiano di architetti, designer ed artisti non lascia molto spazio alla creatività, spesso semplicemente abbozzata o, ancora più spesso, compressa. Da qui l’idea di trovare nuovi modi per esprimere l’estro creativo, partendo dal presupposto che gli oggetti comuni sono dotati di intrinseche possibilità a livello artistico. Un wc l’oggetto al centro di questa mostra, “interpretato” dai venti architetti, designer ed artisti coinvolti, con un unico tema: il wc come “seduta”, in tutte le infinite sfaccettature in cui questa si può declinare nella fantasia creativa degli artisti. Da qui il nome della manifestazione, Fuoriluogo Wchairs, Wc+Chairs. Un wc, un comune manufatto che, grazie all’inventiva, non solo si è totalmente trasformato, ma si è anche “spostato” dalla stanza da bagno, alla camera da letto, alla sala da pranzo, al salotto, fino ad arrivare in giardino, conservando ben poco dell’originaria identità.
Già Marcel Duchamp con L’orinatoio/Fontana aveva mostrato le potenzialità artistiche di cui sono dotati gli oggetti comuni. Con Fuoriluogo però, wc e bidet non sono stati “semplicemente” isolati ed estrapolati dalla realtà cui appartenevano e “rinominati” (l’orinatoio che si trasforma in fontana per il semplice fatto di essere stato scelto e selezionato dall’artista), ma sono stati trasformati nella loro funzione, adattati a nuovi usi, trasportati in altre stanze della casa, trasformati in simboli, fino a perdere totalmente la loro originaria identità.
La mostra, dopo la serata inaugurale (giovedì 4 febbraio alle 19), prosegue fino a domenica 7 febbraio (orario 10.00-19.00).
Galleria dei Medici, Palazzo Medici Riccardi, Via Cavour 5.
Info: fuoriluogo@chiessiefedi.it
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Un commento a “Fuoriluogo: WChairs”
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Paradosso della vita quotidiana è il tentativo di svincolare dagli schemi l’oggetto di uso quotidiano per assoggettarlo a nuove regole di estetica e funzione che non gli sono proprie..L’esempio del WC-CHAIR è però l’esempio di quanto l’arte figurativa prodotta ,dall’ingegno creativo dell’artista non riesca a superare di slancio la indifferenza generale della pubblica opinione se non è strettamente legata a precise strategie di marketing. Nasce il sospetto che la manipolazione e la plastica trasformazione del wc ,mentre da un lato certamente trasforma l’oggetto più privato della vita quotidiana fino a cancellare la sua originalità , niente ci suggerisce sulle taumaturgiche proprietà che esso acquisiterà dopo la trasformazione in lussuoso divano bellunese. Non siamo difronte al consolidato mutamento della vasca da bagno che , senza scandalizzare anima viva , diviene ninfa di piacere Dannunziano allorquando prende le sembianze metafisiche dell’idromassaggio. Dobbiamo fare i conti ,invece ,con la scarsa capacità del WC di regalarci emozionanti tour di benessere tanto fisico quanto spirituale e soprattutto con il rapporto funzione-estetica inscindibile dalla locazione dei nostri turbamenti biologici che per ovvie ragioni non possono essere regolati nello studio o dinanzi al caminetto. Perdere d’un sol colpo la regola della funzione spaventa chi come noi si aspetta di vedere in giardino una seduta in vimini e non invece un OGM che richiama alla mente i suggestivi messaggi degli anni ‘60 del dandismo e di WARHOL che sapeva interpretare i bisogni delle masse svuotando le cose di ogni significato e recuperandone uno completamente diverso attraverso la ripetizione incalzante delle sue mitiche bottiglie di coca cola o delle lattine di zuppa Campbell’s . Appare perciò ,più la rischiosa manovra di un’ isolata avanguardia artistica che non arte divulgata il collocare uno snaturato WC nel bel mezzo di un elegante corridoir,se non si ampliano ,de ratio ,i temi scontati del dilemma :quale dei due usare in caso di bisogno? Apprezziamo i tentativi di qualunque forma di arte sperimentale…ma vogliamo vederci chiaro. e verificheremo…
Con i nostri rispetti Vulgata artistica