Spektrum | live @ Tenax, 10gen2008
Pubblicato venerdì, 11 gennaio 2008
Tutto ciò che accade a Firenze nei giorni di Pitti Immagine è in qualche modo legato a Pitti Immagine. Feste, happening, allestimenti che servono agli espositori ad ostentare il benessere del loro marchio, e che vivacizzano la sonnacchiosa città per una manciata di ore.
La corsa all’imbucata è frenetica: tutta l’agenda viene passata in rassegna per raccattare un invito, si cerca di uscire con le persone giuste, o di farsi notare nel posto giusto al momento giusto. Per avere accesso ad una delle feste dove sarà difficile entrare, anzi impossibile, anzi… anzi no. È strano, ma quest’anno si sente parlare di tanti party semivuoti: se perfino quello per il lancio di R come Rocco, la linea moda di Rocco Siffredi, è stato pressoché disertato, vuol dire che la luna è storta un po’ per tutti. E allora, meglio concentrarsi sulle occasioni dove quantomeno l’offerta è aldilà della statura degli invitati. Dove c’è ottima musica, per esempio.
Per il lancio del suo Radical Diversity, un marchio che propone a chi lo indossa di esprimere la propria sensibilità artistica e il proprio vero sé, e non la sciocca affiliazione al vento modaiolo del momento, Matteo Braccialini ha opzionato il Tenax di via Pistoiese e assoldato i londinesi Spektrum per fare da ariete. Un’ottima scelta, perché i tre sono freschi, veramente groovy e sopra le righe come solo gli inglesi sanno essere: tutt’altro che “alla moda”, insomma – e lo dico in senso postivo.
Lola Olafisoye guadagna il palco con indosso Modulator, la strana e bella blusa firmata da Braccialini, ma appena svestitala si rivela in tutta la sua rozzezza di cantante nera di scuola soul. Voce blaterante, incupita dai sorsi carpiti alla bottiglia di bourbon che tiene nascosta dietro a una spia, culo di fuori, denti pochi e storti, sembra sul punto di mandare tutti affanculo, e invece tiene, e lentamente trascina il pubblico su quel ritmo che all’inizio sembra appartenere solo a lei.
Non è meno rozzo il bassista, versione college dei Frankie goes to Hollywood, né il batterista, che suona una D-drum che più fuori moda non ce n’è. Il funk elettrico dei tre continua a salire pezzo dopo pezzo, e alla fine le melodie ipnotiche e sghembe fanno da metronomo a tutti i presenti. Il gruppo sembra suonare col freno a mano tirato per un po’, forse perché non a proprio agio in una situazione privata dove temono di sentirsi un accessorio meno importante degli orecchini. Ma pian piano si capisce che la gente, non tantissima ma nemmeno poca, è lì per loro e per assistere a un vero concerto, non perché così dettava l’agenda degli impegni mondani.
Si è visto poco il brand Radical Diversity, si è dato spazio zero a pr, cubiste e schermi al plasma: non so se era questo l’intento di Braccialini, ma stasera al Tenax c’era solo bella musica. Tutto ciò che serve per passare la migliore serata possibile.
In/casino/out.
Commenti
2 commenti a “Spektrum | live @ Tenax, 10gen2008”
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ciao davide,ho letto la recensione e devo dire che è perfettamente calzante… una curiosità volevo chiederti… mica hai ascoltato anche la mia sessione in consolle subito dopo il concerto? e cosa ne pensi?… sinceramente che tanto non mi offendo,conosco i miei limiti. attendo una risposta,grazie
ciao a te, TSS!
tranquillo, se avessi da tirartele non te le manderei a dire… però purtroppo non sono rimasto dopo il concerto e quindi non ho avuto modo di ascoltarti. Non che avessi la ritirata, eh… però l’attesa per il concerto è stata lunga, e quando è arrivato eravamo già piuttosto snervati. Questa è una delle poche note dolenti della serata: non c’era niente da fare o da vedere fino al concerto…
ti confesso che ero anche molto curioso di sentirti, perciò appena ti capita una serata fammelo sapere che non me la perdo!
Ciao!