The Mars Volta | live @ Alcatraz, Milano, 27feb2008

Pubblicato venerdì, 29 febbraio 2008

Io non seguo molto la bosa nova, né i compositori moderni, ma temo che né in questi né in ogni altro ambiente musicale sulla Terra esistano espressioni di livello paragonabile ai Mars Volta. E non perché non ci siano grandi gruppi, non perché non esistano musicisti eccezionali: sono i Mars Volta che sembrano scesi da un altro pianeta.


Non c’è niente di tecnico in questa considerazione, nessuna pretesa di imparzialità, nessun distacco emotivo: sarebbe inutile e didascalico nel raccontare la più straordinaria esperienza musicale alla quale mi sia capitata la fortuna di assistere nella mia vita. Alla soglia dei 20 anni di assidua frequentazione di concerti di ogni genere e specie, si è finalmente materializzato tutto ciò che a mio parere rende la musica il solo vero motivo per cui vale la pena vivere questa vita d’inferno. È accaduto all’Alcatraz di Milano il 27 febbraio 2008.

marsvolta2.jpgDissertare sulla scaletta del concerto sarebbe l’ennesima operazione pedante, visto che i Mars Volta passano equamente in rassegna il repertorio dei quattro album ufficiali, stravolgendo quelle che è già difficile chiamare propriamente “canzoni”: i pezzi si dilatano, si aprono ad improvvisazioni fiume, prendono strade nuove e diverse da quelle tracciate in studio, finendo per diventare un solo, straordinario brano di tre ore. Al posto delle pause ci sono interludi strumentali che fanno riprendere fiato a Thomas Pridgen, una pantera che suona la batteria come se dovesse farla decollare per lo spazio. Divagazioni psichedeliche da un assalto sonoro violentissimo e sanguigno, che manda Cedric Bixler Zavala in trance quando non canta, e lo spinge a spaccare tutto, pezzi della batteria, amplificatori, aste del microfono, i cui resti vengono incoscientemente lanciati tra il pubblico. Ma tutto in realtà ruota attorno ad Omar Rodriguez Lopez, anima, mente, cuore e chitarra del gruppo: seguirlo su disco è sempre stata impresa non facile, ma qui, sul palco, questo sorridente portoricano è il centro del mondo, è il numero uno del mondo. Sbaglia, si dimentica i pezzi (e Cedric lo rimprovera e lo costringe a rifare due volte Asilos Magdalena), stecca, salta e sbraita. Doveva essere così, Jimi Hendrix sul palco. Doveva suonare così. Questa divinità delle sei corde tira dritto per tre ore, e in tre o quattro momenti parte per degli assoli che durano decine di minuti, senza mai ripetersi, senza mai perdere tensione, senza mai cambiare chitarra, accordandosi a orecchio, senza le minchiate che le mezze seghe devono mettere in scena per sembrare rock star.

C’è solo musica, vera, potente, suonata da veri eroi dello strumento: virtuosi e senza nessuna vanagloria, che suonano perché è tutto ciò che conta, non perché ci sono party e sedute dall’estetista ad aspettarli. Che suonano perché la musica è la Verità.
Non ci sono bis, non ce n’è bisogno: i Mars Volta danno tutto quello che hanno da dare, tre ore di fuoco, senza pose e senza economia: il mondo fuori non esiste, il domani non conta, ogni nota è suonata come se fosse l’ultima.

E per la prima volta nella mia vita, non ho rimpianto di non essere nato nel 1950.

Commenti

2 commenti a “The Mars Volta | live @ Alcatraz, Milano, 27feb2008”

  1. Fab65 venerdì, 29 febbraio 2008 alle 2:26 pm

    C’ero anch’io, vecchio 43enne con figlia 15enne al seguito…siamo usciti entrambi estasiati da quello che avevamo visto e sentito (e lei è venuta al concerto pur non amandoli molto su disco, tole the widow e roulette dares)…
    li ho recensiti ieri anch’io sul mio blog, ma la tua frase “ogni nota è suonata come se fosse l’ultima” te la invidio da morire.
    Gran concerto e magnifico commento il tuo.

    Byez

  2. bondurant martedì, 4 marzo 2008 alle 2:31 pm

    Una recensione che mi lascia l’amaro in bocca: provato a vederli anch’io al Razz Matazz di Barcellona sabato sera ma era sold out :(
    Mi stupisce solo quando dici che il cantante lanciava pezzi di batteria sul pubblico. Lui l’avevo visto con gli ” At the drive in” a Tokyo 5 anni fa, ed era tutto un “non pogate che vi fate male..”, “fate piano, non spingete” etc etc.. Le cose cambiano, evidentemente.

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