Zen Circus ftg Brian Ritchie | live @ Flog, 8mar 2008

Pubblicato lunedì, 10 marzo 2008

Pianificare un’uscita sabato 8 marzo non può prescindere dalla considerazione che la festa della Donna genera mostri. Ormai spoglia di qualsiasi connotato politico e sociale a celebrazione di conquiste paritetiche sacrosante, negli ultimi anni la “festa” è diventata oggetto di forsennata strumentalizzazione da parte di Coca Cola e compagnia bella che, dato ormai per acquisito Babbo Natale, ha bisogno di nuovi mercati. E siccome le donne hanno (ma guarda che scoperta) potere d’acquisto, ogni mezzo è buono per indurle a spendere.

Nessuna sorpresa se anche questa data, nata per commemorare le 140 donne morte nell’incendio della fabbrica Triangle a New York nel 1911 e assurta nel 1921 a data simbolo della conquista di diritti da parte delle donne, sia rapidamente sublimata in una solenne pagliacciata. L’immagine che ne abbiamo è di orde di forsennate che si accapigliano per infilare biglietti da 10 euro negli slip degli spogliarellisti che col cachet di una serata si campano tre mesi. Immagine triste che forse sta altrettanto rapidamente negando sé stessa.
Sarà solo una mia sensazione, ma mi sembra che “la donna”, nel senso di categoria (quanto mai astratta e posticcia), si stia dimostrando ben più intelligente di quanto la vogliano le multinazionali: si odono voci di tante serate annullate per mancanza di prenotazioni, e soprattutto, appena messo il naso fuori casa, sabato, saltava alle narici il puzzo del deserto: quattro macchine per strada alle 9 di sabato sera è uno scenario fuori dal normale.
Arrivo in tempo record da Omar, che tira giù le saracinesche con due ore d’anticipo sull’orario di chiusura. Tanto c’è tre clienti in croce (cose mai viste).
Col mio pard ci dirigiamo alla Flog, dove non si fatica a guardare negli occhi ogni singolo spettatore. La scena è piuttosto surreale: sul palco c’è Roberta Carrieri, in versione solista senza i Fiamma Fumana, chitarra in collo, che canta canzoni spagnole con la sua magnifica voce mentre Davide Toffolo dei 3 Allegri Ragazzi Morti (che, per chi non lo sapesse, è anche un apprezzato autore di fumetti) disegna, sporca copie del suo nuovo fumetto (Très!), invade le pagine con fiumi di sangue a pennello rosso. Una performance che i due stanno portando in giro già da un po’.
Quando arriva il momento degli Zen Circus il pubblico è ancora sparuto, ma i tre ragazzacci pisani sono in forma e sembrano non farci molto caso. C’è anche un altro ragazzaccio con qualche anno in più ad accompagnarli: è Brian Ritchie dei Violent Femmes che, dopo averli incontrati, ha prima proposto di produrgli il disco, e alla fine è entrato nel gruppo (almeno per il tour).

I quattro fanno casino e si divertono alla grande, tutta energia, ritmo e subwoofer (due bassi, e il batterista ha una seconda cassa al posto del timpano…): è Brian Ritchie a giocare a fare “lo Zen Circus”, e non loro a fare i Violent Femmes. C’è spazio sì per un paio di cover di classici dei Femmes, ma non infiammano e restano sottotono rispetto al repertorio dei tre. Saluti, e poi qualche bis di lusso: uno con Federico Fiumani; l’inevitabile cover dei Ramones; poi Mio fratellino ha scoperto il rock’n'roll assieme a Davide Toffolo, la cover degli Art Brut presente sull’ultimo album dei Ragazzi Morti, suonata proprio con Brian Ritchie e gli Zen Circus. Chiude Gone Daddy Gone con Ritchie allo xilofono, e con la netta sensazione che della Festa della Donna, almeno qui dentro, non gliene può fregare di meno a nessuno. La musica, per fortuna, non celebra cazzate.

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