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One Day We Will

One day we will.” è il corto realizzato da noi di Sideways per il contest indetto da Chevron USA nella lotta all’AIDS.
One day we will
In previsione della giornata mondiale dell’AIDS, la Chevron, impegnata da anni nella lotta contro l’AIDS, ha indetto una gara dal titolo “AIDS is going to lose.” sul portale Zooppa, per chiedere al mondo e attraverso un video: come pensate che sconfiggeremo l’AIDS?
Sideways è la sua crew ha realizzato il cortometraggio “One day we will.” che, con il fondamentale contributo dei nostri amici e delle nostre famiglie, concorre in gara.

Scritto e diretto da Davide Morena, “One day we will.” vede come attore protagonista Winsi Manfield. Le riprese sono a nome di Antonio Lemma, il montaggio di Marcello Fittipaldi.
Il tema originale è scritto e suonato dall’autore del corto, Davide Morena e la voce è affidata ad Adam Montanaro. Un ringraziamento particolare va a Gabriele Ametrano, come co-protagonista del film, a Michelle Pisano, per la traduzione del testo in inglese, e a tutte le comparse: Giorgio Romani, Laura Ceccherini, Fracnesca Minervino, Daniela Casamonti e i piccoli Arianna, Elisa e Giovanni.

One Day We Will

Per maggiori informazioni sulla campagna sociale “AIDS is going to lose.”, vi rimandiamo alla sezione dedicata del sito web della Chevron.

Note di regia
Come autore, ho imparato che per scrivere una storia bisogna rendere reali i personaggi
che la vivranno. Pensando all’AIDS, e a come sarà sconfitto, ho avuto la visione di un
uomo grosso e arrabbiato, che affronta un lungo percorso per affrontare il male. Poi ho
cominciato a rendermi conto che il suo nemico, l’HIV, è un nemico invisibile, impalpabile.
Come potevo rappresentare un personaggio così sfuggente, eppure così pesante, così
devastante? Mi sono messo a riflettere su cos’è l’AIDS, mentre vagavo per la città, mentre
facevo colazione con mio figlio, sull’autobus. E improvvisamente ho capito. Ho capito che
il virus è il nemico, ma non è il male. Il male è la solitudine. L’assenza di condivisione, di
informazione, di affetto, di cure, di speranza, di un posto nel mondo. La solitudine è un
luogo desolato e devastato, nel quale ci si ritrova senza sapere come. Vasto, smisurato,
ma dal quale c’è sempre una via d’uscita. Non sarà facile, ma quel cammino va affrontato,
deve essere percorso fino in fondo. Con la spranga ben stretta in pugno.

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